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Norvegia e Niger agli antipodi della maternità

ROMA - Il Niger è il posto peggiore al mondo dove essere madri, la Norvegia il migliore. L’Afghanistan abbandona l’ultima posizione, mentre l’Australia scende di ben cinque posizioni piazzandosi al settimo posto (l’anno scorso era seconda, insieme all’Islanda). Sono i dati del Rapporto sullo stato delle madri nel mondo di Save the Children, reso noto in occasione della Festa della mamma.
Il Niger è dunque diventato il Paese peggiore al mondo dove essere madre, raccogliendo il drammatico testimone dall’Afghanistan, che ha occupato l’ultima posizione nei 2 anni precedenti. La Norvegia si conferma invece al primo posto, in una classifica che comprende 165 Paesi e tiene conto di fattori come la salute, l’istruzione e lo stato economico e sociale delle madri, insieme a indicatori della condizione infantile quali salute e alimentazione. L’Italia, al 21esimo posto, si colloca a metà dei 43 Paesi più sviluppati, ma alle spalle di Portogallo, Spagna e Grecia .
Save the Children sottolinea come la distanza abissale che separa le condizioni di madri e dei loro figli tra il primo e l’ultimo Paese della classifica ben rappresenta le enormi disparità esistenti tra i Paesi più sviluppati e quelli più poveri. In Norvegia, una donna riceve in media 18 anni di istruzione scolastica contro i 4 del Niger, dove a livello politico solo il 14% dei seggi in Parlamento sono occupati da donne, contro il 40% dell’Assemblea norvegese.
L’esperienza della maternità segna, se possibile, distanze ancora maggiori: il 100% delle nascite nel Paese scandinavo, infatti, avviene con l’assistenza di personale medico specializzato, che è presente invece solo in un caso su tre in Niger.

Grecia, ultimatum di Barroso

ATENE - “Se un membro del club non rispetta le regole, è meglio che se ne vada dal club”. Lo ha detto il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, riferendosi alla Grecia, in una intervista a Sky Tg24.
“Ho molto rispetto per la democrazia greca e il parlamento greco. Ma devo anche rispettare gli altri 16 parlamenti nazionali che hanno approvato il programma per la Grecia”, ha spiegato Barroso, sottolineando che “tutti devono rispettare gli accordi”. Se questi “non sono rispettati”, ha concluso, “vuol dire che non esistono più le condizioni per continuare” a far parte dell’eurozona.
D’altra parte, la Commissione “é pronta a continuare ad assistere” la Grecia e conferma gli impegni assunti con il secondo programma di aiuti. Il board dello European financial stability facility ha infatti confermato l’esborso di 5,2 mld entro la fine di giugno. Un versamento di 4,2 mld è avvenuto la settimana scorsa, mentre il restante miliardo sarà sborsato sulla base delle necessità finanziarie future.

A Guantanamo il via al processo del secolo alle menti dell’11settembre

GUANTANAMO - Khalid Sheikh Mohammed, presunto ‘cervello’ degli attacchi dell’11 settembre 2001 al World Trade Center e al Pentagono, si è rifiutato di partecipare all’udienza dedicata alla lettura dell’atto di accusa davanti a un giudice militare nella Base Navale di Guantanamo Bay, a Cuba.
Mohammed, accusato con quattro altri dell’uccisione di 2.976 persone, si è tolto le cuffie e si è rifiutato di seguire ed ascoltare il procedimento.
Mohammed è “profondamente preoccupato per l’equità del procedimento e del processo”, ha dichiarato il legale dell’uomo David Nevin e “se la corte si rivolge a lui e lui non risponde, credo che questo rifletta la scelta da parte sua di non comunicare con la corte”.
L’unico imputato a prendere la parola, Ramzi Bin al Shibh, ha detto rivolto al giudice: “Non mi vedrete più”. “Non è una mia scelta”, ha aggiunto. “Stanno cercando di ucciderci al campo e dire che ci siamo suicidati”.
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Obama: sì alle nozze gay

WASHINGTON - Barack Obama si è schierato a favore dei matrimoni gay, diventando il primo presidente della storia americana ad assumere una tale posizione. Troppo forti sono state le pressioni esercitate negli ultimi giorni sulla Casa Bianca. Anche da gran parte dei sostenitori di Obama, da molti di quei benefattori che ogni giorno donano somme ingenti per la sua campagna elettorale: il Washington Post ha scritto che un “grande donatore” su sei, di quelli che contribuiscono alla campagna di Obama, è omosessuale.
Eppure, a convincere il presidente che il momento del chiarimento era arrivato è stata soprattutto l’uscita del vicepresidente Joe Biden che, con una delle sue ormai note fughe in avanti, aveva dichiarato nei giorni scorsi di essere totalmente a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. La svolta è stata suggerita - ha ammesso - anche dalla moglie Michelle.
Si tratta della svolta che lo ha portato, mercoledì, a parlare davanti alle telecamere della Abc di una questione che divide gli americani quasi come l’aborto. Una scelta coraggiosa che - osservano in molti - potrebbe costargli il voto di una parte dell’elettorato cattolico, soprattutto nella comunità ispanica.
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Sale la pressione dell’Europa su Kiev: preoccupa la salute dell’ex premier Yulia Tymoshenko

KIEV - Doveva essere la vetrina per il rilancio dell’Ucraina, ma rischia di diventare l’incubo del presidente Viktor Yanukovich, che vede scendere un velo scuro sul palcoscenico dei prossimi Campionati europei di giugno.
Dopo le voci di un boicottaggio diplomatico da parte della Germania - con Angela Merkel che avrebbe consigliato ai membri del governo di tenersi lontano dall’Ucraina sino a quando alla  Tymoshenko non sarà concessa la possibilità di farsi curare a Berlino - da Kiev è arrivata la dura risposta, tramite il portavoce del ministero degli Esteri Voloshin, che ha affermato che le differenze tra i due Paesi sul caso dell’eroina della rivoluzione in carcere non devono “tenere in ostaggio” Euro 2012.
Voloshin ha parlato di “falsi articoli di giornale”, dicendo di non credere che le autorità tedesche intendano fare ricorso a “metodi da Guerra Fredda”. Nel duello ai massimi livelli tra Ucraina e Germania, si è inserita anche l’Unione Europea, con il presidente della Commissione, Juan Mauel Barroso, che ha fatto sapere di non aver intenzione di visitare l’Ucraina durante lo svolgimento dei campionati. Il caso di Yulia Tymoshenko è tornato alla ribalta la scorsa settimana dopo le percosse subite dall’ex premier durante il trasferimento coatto, durato due giorni, dalla cella in cui era rinchiusa all’ospedale di Kharkiv.
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Siria alle urne, boicotta l’opposizione

DAMASCO - Un voto a dir poco controverso quello che lunedì ha visto protagonisti circa 15 milioni di siriani, chiamati per la prima volta alle urne dalla fine del monopolio del partito Baath, durato mezzo secolo.
Da una parte, le opposizioni e i dissidenti in patria, che hanno puntato sul boicottaggio bollando come “una farsa” le elezioni, tenutesi dopo oltre un anno di scontri repressi nel sangue dal regime, e costati la vita a 10mila civili. Dall’altra, la tv di Stato e l’agenzia ufficiale Sana, che hanno riferito di “un’affluenza notevole”, mentre i media governativi hanno trasmesso immagini di “seggi presi di assalto dai votanti” per “le prime consultazioni dell’era del multipartitismo”.
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Altri dieci anni in Afghanistan

KABUL - Il presidente americano Barack Obama è volato martedì a Kabul, ad un anno esatto dalla morte di Osama Bin Laden. Un viaggio eclatante, a sorpresa, tenuto segreto negli Stati Uniti e che fa capire quanto l’inquilino della Casa Bianca punti, per la rielezione, sui suoi successi internazionali.
Mentre il suo avversario nella sfida presidenziale, Mitt Romney, si recava dai pompieri di New York insieme all’ex sindaco della Grande Mela, Rudy Giuliani, Obama atterrava a bordo dell’Air Force One alla base militare di Bagram, da dove ha poi raggiunto in elicottero, a Kabul, il presidente afgano Hamid Karzai, nel palazzo presidenziale, intorno alle 23:30 ora locale.
Con lui Obama ha firmato un accordo di partenariato strategico, una nuova importantissima tappa diplomatica lungo il cammino difficile della collaborazione futura, quando terminata la fase militare partirà il processo di stabilizzazione democratica.
Secondo i giornalisti al seguito del presidente Usa, si tratta di un documento di 10 pagine, che impegna gli Stati Uniti in loco per altri dieci anni dopo il 2014, data prevista per il ritiro delle truppe da combattimento alleate della Nato. Il viaggio in Afghanistan era stato subodorato dai media afgani qualche ora prima dell’annuncio ufficiale della Casa Bianca.
Tuttavia, la prima notizia, diffusa da una televisione di Kabul mentre Obama era verosimilmente ancora in viaggio, era stata seccamente smentita dal governo afgano e perfino dalla stessa Casa Bianca, per la paura di attentati.
Il viaggio è culminato con uno show di Obama: un discorso in diretta, alle 19.30 ora di Washington, per spiegare i progressi fatti sul campo e aggiornare gli americani sui piani di ritiro dal Paese. Non è un caso che la visita sia stata organizzata proprio nel giorno del primo anniversario della morte dello “Sceicco del Terrore”. Ed è difficile per la Casa Bianca non sfruttare la carta “Osama” in chiave elettorale. Proprio oggi dovrebbero essere diffusi documenti sequestrati nel rifugio di Bin Laden a Abbottabad. Obama ha voluto ricordare l’evento, uno dei successi del suo quadriennio alla Casa Bianca: “Su Osama Bin Laden, un anno fa - ha spiegato il presidente, ringraziando i soldati americani - è stata fatta giustizia”.
Intanto, sul fronte della corsa alle presidenziali, dopo “Yes We Can” e “Change” il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un nuovo slogan: “Forward”, avanti. Questo il titolo del nuovo video della campagna per la rielezione di Obama, dove sono descritte le difficili condizioni economiche all’inizio del suo mandato e si sottolineano i successi ottenuti nei primi tre anni alla Casa Bianca. L’invito di Obama è insomma quello di proseguire, andare avanti, perché “c’è ancora molto da fare”.

Merkel non cede sul rigore

BERLINO - Adesso dovrà incontrarlo per forza, Francois Hollande. Il quale ha già detto, da tempo, di voler andare subito a Berlino, dove era stato boicottato. La stretta di mano col nuovo presidente francese, negata per mesi, sarà dunque per Angela Merkel il sigillo della pesante sconfitta dopo una straordinaria domenica elettorale.
Che segna cambiamenti radicali nell’Europa in crisi. Da Parigi ed Atene, infatti, arrivano due schiaffi sonori alla cancelliera: un alt alle dure politiche di austerità che strozzano ogni capacità di ripresa, ben visto da molti, anche a Roma e Madrid. Ma Berlino tenta subito una contromossa: Merkel ha fatto sapere che è pronta ad accogliere “a braccia aperte” il neo presidente francese Hollande, ma anche avvisato che non ha intenzione di toccare il fiscal compact. “Lavoreremo insieme per un patto di crescita” nell’Ue. E’ questo, invece, il commento del governo tedesco sulla vittoria di Hollande per bocca del ministro degli Esteri, Guido Westerwelle. Intanto anche in casa, in Germania, dove si è votato nel Land settentrionale dello Schleswig-Holstein, i cristiano-democratici della Merkel, sia pur in lieve vantaggio rispetto all’Spd, vedono sconfitta l’alleanza giallo-nera che li ha tenuti finora al governo con i Liberali. E’ la stessa squadra che governa la Repubblica federale.
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La Francia si prepara al ballottaggio: Sarkò esclude intese con Marine Le Pen

PARIGI - Non ci sarà alcun accordo con l’estrema destra di Marine Le Pen e nessun ministro del Fronte nazionale in un eventuale futuro governo guidato da Nicolas Sarkozy. Lo ha detto lo stesso leader francese, sconfitto al primo turno delle presidenziali, rifiutando però di demonizzare gli elettori del Fronte: vanno ascoltati, ha detto.
Intanto il suo sfidante, il socialista Francois Hollande, in caso di elezione all’Eliseo medita una riforma della Costituzione entro il 2013, per dare il voto agli extracomunitari nelle elezioni locali.
Inoltre, se vincerà al ballottaggio, in programma domenica, la Francia “non ratificherà il patto di bilancio Ue (Fiscal compact) nella sua versione attuale”, ha aggiunto Hollande, ribadendo che intende integrare quel testo con la dimensione della crescita.
“Se aggiungeremo una parte al testo attuale, o se faremo un trattato a parte questo non lo so, farà parte dei negoziati” a Bruxelles, ha precisato Hollande, che non si è risparmiato sulla Germania, sostenendo che “non può decidere per tutta l’Europa”. Il candidato socialista si è riferito alle recenti parole di Angela Merkel, che ha ribadito il suo rifiuto a una rinegoziazione del fiscal compact.
“Non siamo un Paese qualsiasi dell’Europa, insieme ad altri, siamo un Paese leader dell’Europa. E’ per questo che l’elezione suscita tanto interesse” anche fuori dalla Francia, ha osservato ancora Hollande, lasciando intendere che non intende piegarsi ai desiderata di Berlino.
Quindi, interpellato su France 2 in merito a come intende comportarsi con il centrista Francois Bayrou, in vista del secondo turno, Hollande ha detto: “Rispetto quello che dirà o farà. Non faccio pressioni, ciascuno è libero... Quello che so è che molti di quelli che l’hanno seguito non possono accettare la virata a destra del candidato uscente”. “Devo rivolgermi a tutti gli elettori - ha concluso - e in particolare a quelli che, in questo scrutinio, hanno espresso un’esigenza di moralizzazione della vita politica”, tema particolarmente caro a Bayrou.
Tutto ciò mentre The Economist, influente settimanale finanziario britannico, ritiene che una elezione del socialista Hollande alla presidenza francese sarebbe “negativa per il suo Paese e per l’Europa”, definendo il candidato “un uomo piuttosto pericoloso”.
In un editoriale intitolato “Il pericolo Hollande”, The Economist si schiera apertamente con il presidente Sarkozy: “Se noi avessimo un voto il 6 maggio, noi lo daremmo a Sarkozy, non tanto per i suoi meriti ma per evitare Hollande”.
Intanto, un confronto televisivo tra i due sfidanti al voto sarà diffuso in simultanea su France 2 e TF1 mercoledì, alle 21 ora locale.

Gli eterni sfidanti Tadic e Nikolic verso il ballottaggio

BELGRADO - L’eterna sfida tra Tadic e Nikolic si deciderà il 20 maggio. Al termine delle elezioni generali in Serbia, il presidente uscente e il candidato conservatore hanno ripreso la campagna elettorale in vista del ballottaggio. È la terza volta che i due si affrontano in un testa a testa: sia nel 2004 che nel 2008, alla fine, la spuntò Boris Tadic. Questa volta sarà determinante l’appoggio del leader socialista e ministro degli Interni uscente Ivica Dacic, classificatosi al terzo posto.
Alle legislative, il suo Partito socialista serbo (Sps), fondato da Slobodan Milosevic e ora approdato a posizioni pro-Ue, ha quasi raddoppiato i voti rispetto al 2008, salendo a oltre il 14%, e ponendosi come terza forza in Parlamento alle spalle del Partito del progresso serbo di Nikolic, dato poco sopra il 24%, e del Partito democratico di Tadic (22%). Anche nel voto presidenziale, che ha visto Tadic attestarsi intorno al 26% e Nikolic al 25%,  Dacic ha fatto registrare un ottimo risultato, con oltre il 14 per cento.
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No di Londra al rafforzamento del Fmi, Cameron isolato

BRUXELLES – Alla zona Euro servivano 200 miliardi per aumentare le risorse del Fondo monetario internazionale e indirettamente aiutare i Paesi in difficoltà. Ne ha trovati 150 di cui Italia ne metterà 23,48, mentre la Gran Bretagna si è di nuovo chiamata fuori dal gioco alimentando nuove polemiche.
La riunione telefonica dei ministri dell'Economia dell'Eurogruppo, poi allargata a tutti i 27, è riuscita a strappare promesse, per l’appunto, per 150 miliardi a 13 Paesi di Eurolandia (fuori l'Estonia e quelli sotto programma ovvero Irlanda, Portogallo e Grecia) ma non ha potuto assicurare il contributo di Londra, refrattaria da sempre a qualunque mezzo, anche indiretto, per aiutare i suoi vicini della moneta unica. L'Italia sarà il terzo maggiore contribuente mettendo a disposizione il 15,66% dei 150 miliardi totali, dopo la Germania che metterà 41,5 miliardi (27,67% del totale) e Parigi con 31,4 (20,94% del totale).

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Usa 2012: Romney incassa sostegno di Santorum ma Obama vola nei sondaggi

WASHINGTON - Barack Obama è avanti di 7 punti percentuali sul suo sfidante, Mitt Romney, tra gli elettori già registrati alle elezioni di novembre. E’ quanto emerge dal sondaggio Reuters-Ipsos, condotto attraverso interviste telefoniche tra il 3 e il 7 maggio.
Oggi, il presidente si attesta sul 49%, mentre Romney è fermo al 42. Un piccolo passo avanti per Obama rispetto al mese scorso, quando la distanza tra i due era di appena 4 punti, con Barack sempre avanti ma solo 47 a 43%. A favorire l’avanzata del candidato democratico, l’appoggio da parte degli elettori indipendenti, che sono favorevoli alla sua politica per il 48%, e contrari per il 40%.
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Filippine, l’Unicef in aiuto di 43 mila bambini

MANILA - E’ salito a più di 900 il numero delle persone morte in seguito al passaggio del tifone Washi nelle Filippine. E i cadaveri vengono sepolti in fosse comuni. Secondo l’Organizzazione nazionale per la prevenzione delle catastrofi, dalla sera di venerdì scorso il tifone ha causato decine di migliaia di senzatetto e la morte di 927 persone. “Abbiamo smesso di contare i dispersi’’ ha dichiarato il responsabile dell’ente in un comunicato. Il precedente bilancio governativo parlava di 662 morti; quello della Croce Rossa era salito a 713. La maggior parte delle vittime abitava nell’isola di Mindanao, una delle regioni più povere delle Filippine, spesso teatro di ribellioni separatiste. E moltissimi stavano nelle bidonville situate sulla costa: sono stati sorpresi nel sonno da valanghe d’acqua e fango.

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Momento storico per la sinistra radicale

ATENE - “E’ un momento storico per la sinistra e di grande responsabilità”. Così Alexis Tsipras, 37 anni, leader del partito di sinistra radicale Syriza, arrivato secondo alle elezioni di domenica in Grecia, dopo aver ricevuto dal presidente Karolos Papulias il mandato per cercare di formare un nuovo governo. Tsipras, vero vincitore morale delle elezioni, ha ricevuto l’incarico esplorativo dopo che, lunedì, vi aveva rinunciato Antonin Samaras, leader del partito conservatore Nea Dimokratia, che ha ottenuto la maggioranza relativa. La legge greca prevede che la durata del mandato esplorativo sia di tre giorni.
Il giro di consultazioni è iniziato con i colloqui insieme ai leader delle altre formazioni di sinistra. “La gente ha votato in massa contro le politiche barbare del memorandum Ue”, ha dichiarato Tsipras, ricordando come la sinistra abbia incentrato tutta la sua campagna elettorale sull’attacco alle condizioni imposte alla Grecia per il salvataggio Ue-Fmi.
La sua formazione ha ottenuto 52 seggi e anche se dovesse riuscire nell’impresa di riunire tutte le formazioni di sinistra - i comunisti del Kke hanno già detto di non essere disposti all’alleanza (il leader Papariga ha spiegato che, a differenza di Syriza, il Kke vuole l’uscita della Grecia dall’Ue e dall’eurozona) - arriverebbe a 97 seggi, ben lontano dai 151 necessari ad ottenere la maggioranza in Parlamento.
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Naufragio, dopo la tragedia nuovo appello all’opposizione

CANBERRA – Le speranze di trovare altri superstiti sono sempre più esili: fino a 180 persone potrebbero avere perso la vita dopo che il barcone sul quale viaggiavano tra 200 e 250 disperati è stato spezzato dalle onde al largo delle coste indonesiane, mentre tentava di raggiungere Christmas Island. Sul numero dei dispersi le cifre fornite dalle autorità non danno certezze. Non è nemmeno chiaro quanti sono i migranti tratti in salvo dato che le notizie che giungono dal centro temporaneo di accoglienza allestito a Trenggalek, ad East Giava, parlano di poco più di una trentina, mentre altre fonti sostengono che siano 86 le persone sopravvissute alla tragedia.

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A Romney il sostegno del Tea Party

WASHINGTON - Quattro mesi dopo il suo ritiro dalla corsa per la nomination repubblicana, Michele Bachmann, leader del Tea Party, ha deciso di dare il suo appoggio a Mitt Romney. Durante le prime fasi delle primarie repubblicane, Bachmann aveva sferrato attacchi feroci a Romney, soprattutto per il piano di assistenza sanitaria da lui sostenuto quando era governatore del Massachusetts. Un piano giudicato troppo simile a quello adottato dall’attuale presidente americano, Barack Obama.
La posizione della Bachmann si è poi ammorbidita dopo il ritiro, e ora il suo appoggio potrebbe essere utile a Romney per conquistare le preferenze dei conservatori più accaniti.
Intanto, Newt Gingrich si è ritirato dalla corsa alla nomination per la Casa Bianca. Come previsto, dopo l’ultima pesante sconfitta nei 5 Stati al voto dello scorso 24 aprile, l’ex speaker della Camera ha annunciato la sospensione della sua campagna elettorale da Arlington, in Virginia. “E’ stato un anno incredibile per me e mia moglie Callista” ha dichiarato Gingrich, dal palco dell’Hilton Hotel. “Oggi sospendo la campagna, ma non significa sospendere la cittadinanza. Lo dobbiamo all’America”.
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Morto il leader nordcoreano Kim Jong-Il: in allarme Seul

PYONGYANG - Il leader nordcoreano Kim Jong-Il è morto. Lo ha annunciato ieri la tivù di Stato nordcoreana. Il “Caro leader”, stroncato da un attacco di cuore, è spirato sabato scorso durante un viaggio in treno, alle 8.30 del mattino locali. Era al potere dal 1994.
Un’annunciatrice della tv nordcoreana, vestita di scuro, ha dato in lacrime l’annuncio della scomparsa del dittatore, sfiancato dalla “stanchezza fisica” all’età di 69 anni (o 70 secondo i registri sovietici).

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Caso Tymoshenko: proibito il ricovero in cliniche straniere

KIEV - Dopo le proposte di far ricoverare la leader dell’opposizione ucraina, Yulia Tymoshenko, in Germania e in Russia avanzate da Berlino e Mosca, la procura generale d’Ucraina ha ribadito che il ricovero all’estero è “severamente proibito” dalla legge. “Non è importante per noi - si legge in una nota della procura - se le proposte arrivano dalla Germania o dalla Russia perchè il procedimento è assolutamente lo stesso per tutti i Paesi”.
Nei giorni scorsi, il presidente russo Vladimir Putin si era detto pronto ad accogliere in Russia l’ex premier ucraina, per fornirle cure mediche. “Se lei lo considera possibile e se le autorità ucraine sono d’accordo, noi accetteremmo con piacere Yulia Vladimirovna Tymoshenko in Russia in qualunque momento per i trattamenti medici”, ha dichiarato Putin. Anche la Germania aveva offferto cure appropriate. “Dobbiamo fare tutto il possibile per vedere che Yulia Tymoshenko ottenga le cure appropriate per i suoi problemi di salute il prima possibile”, aveva dichiarato Angela Merkel.
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Un diluvio di acqua e fango si rovescia sulle Filippine

MANILA - Piogge torrenziali e potenti raffiche, per di più a serata già inoltrata: il passaggio della tempesta Washi ha causato una strage nel sud delle Filippine, provocando almeno 652 morti (secondo un bilancio della Croce rossa disponibile mentre questo giornale va in stampa, ndr) e migliaia di sfollati. Con oltre 808 persone tuttora considerate disperse, mentre proseguono gli sforzi dei soccorritori, il bilancio delle vittime sembra destinato ad aumentare.
La tempesta (chiamata Sendong nell’arcipelago) ha colpito l’isola di Mindanao con venti fino a 90 chilometri all’ora.

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Il dollaro sulla via del tramonto: lo yuan sempre più vicino al sorpasso

PECHINO - Un sempre maggior numero di Paesi accetta di usare lo yuan per le transazioni economiche con la Cina, portando al tramonto il dominio del dollaro come valuta di riserva. Secondo l’economista Maurizio d’Orlando, “questo sviluppo valutario cinese è da considerare come una minaccia strategica per l’attuale sistema economico a guida americana”, e rischia di portare a conflitti politici o militari.
In passato la Cina ha mantenuto uno stretto controllo sullo yuan, tenendo il suo valore forzatamente basso, per facilitare le sue esportazioni. Negli ultimi anni, Pechino ne ha invece permesso una certa fluttuazione e i dialoghi con gli Stati Uniti ripropongono di continuo una rivalutazione della moneta cinese.
Per sfuggire al dominio e ai tracolli del dollaro, la Cina ha così cominciato a fare accordi di cambio in yuan dapprima con Hong Kong, poi con Argentina, Bielorussia, Uzbekistan, Tajikistan, Mongolia, Emirati ed Islanda. Ora, la Banca centrale di Cina vorrebbe fare degli accordi anche con la Federal Reserve Usa, la Banca del Giappone e la Banca centrale europea.
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Cambiamenti climatici: pioggia di critiche sul Canada

OTTAWA - Il Canada si ritira dal protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici: “Non funziona”, ha detto il ministro dell’Ambiente canadese Peter Kent, aggiungendo: “Come abbiamo già detto, il Protocollo per noi è il passato”. Il ministro non ha precisato quando il Canada uscirà ufficialmente dal trattato, diventando così il primo Paese a farlo, ma ha aggiunto che il suo governo farà ricorso al suo “diritto legale di ritirarsi formalmente dal Protocollo”.

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