In cerca di un compromesso per un accordo sugli aspiranti profughi
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- Published on Wednesday, 21 December 2011 17:49
Perché anche Bowen ha dato la sua disponibilità a rinunciare al Natale in famiglia per trovare una soluzione “comune”, ben sapendo che non rischia assolutamente di rovinarsi la festa dato che le parti rimangono ben ferme sulle loro posizioni: la Coalizione insiste sulla carta Nauru, i laburisti non possono più rinunciare, per non perdere la faccia, alla “soluzione Malesia”. Nel mezzo le barche che continueranno ad arrivare con il loro carico di disperati.
A rendere il dibattito ancora più controverso ci ha pensato ieri anche l’ex ministro dell’Immigrazione, Philip Ruddock che si è offerto di fare da paciere. Per mostrare la sua buona volontà ha subito detto che il piano che vede il coinvolgimento di Kuala Lumpur “potrebbe funzionare se il governo si dimostrasse un tantino più flessibile in proposito”. Ma subito dopo “il colpo al cerchio” è arrivato quello “alla botte”: in perfetta sintonia con Abbott, ha infatti dichiarato che “i visti di asilo temporanei” e il principio di “rispedire al mittente”, quando possibile e sicuro, le barche dei migranti non regolari sono punti da prendere in considerazione in qualsiasi progetto di intesa.
L’ex ministro ha anche dato ragione al suo leader per ciò che riguarda il rifiuto a trattare fino a quando la Coalizione non avrà davanti una chiara proposta di compromesso del governo sulle verifiche “offshore”.
Ruddock ha fatto presente che “un numero straordinario di aspiranti profughi” potrebbe arrivare in Australia se il Paese non ricorrerà a “tutte le armi possibili” per arginare un flusso di ‘boat people’ senza precedenti. D’accordo sulla necessità di trovare un compromesso che permetta di presentare al resto del mondo una chiara politica condivisa nel campo dei potenziali rifugiati anche l’ex ministro degli Esteri Alexander Downer, ma sia governo che opposizione non sembrano disposti (almeno fino al momento di andare in stampa) a fare un minimo passo indietro e accettare le proposte di dialogo: niente progetto scritto, niente incontro a porte chiuse. Il tutto mentre nelle acque indonesiane continua la macabra ricerca dei corpi delle circa duecento vittime del naufragio di sabato scorso.












