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Abbott: replica ‘d’intenti’

CANBERRA – La replica dell’opposizione al quinto budget targato Swan, non contiene dati precisi o programmi dettagliati ma fissa piuttosto l’agenda per una serie di intenti che verranno elaborati da un futuro governo di coalizione.
Tony Abbott ha sfruttato l’occasione della ‘ risposta’ alla finanziaria per tornare ad attaccare il governo per l’introduzione della tassa sulle emissioni inquinanti, e per quella che ha descritto come l’ormai obsoleta “lotta di classe” tra i laburisti e i ricchi imprenditori del paese.
Sul piano pratico il leader dell’opposizione ha messo un’ enfasi particolare sull’insegnamento delle lingue, impegnando un futuro governo di coalizione, affinché entro i prossimi dieci anni, il 40% degli studenti australiani portino all’esame di maturità, una lingua straniera.  Precisando che un governo conservatore privilegerà le lingue asiatiche e facendo notare il declino dello studio del giapponese (20%) e dell’indonesiano (40%), Abbott ha detto che il paese deve sbloccare il proprio potenziale e prepararsi per sfruttare appieno l’inizio del cosiddetto “secolo asiatico”.
Il leader conservatore ha confermato che un eventuale governo di coalizione lavorerà a stretto contatto con gli stati per far sì che i dati relativi all’insegnamento delle lingue straniere tornino ai livelli degli Anni 60 quando il 40% degli studenti le studiavano e arrestare così il declino che ha portato solo il 12% degli studenti portare una lingua, a parte l’inglese, all’esame del dodicesimo anno. Abbott ha sottolineato che per attuare un programma simile, sarà necessario un cambiamento generazionale, per  la formazione di insegnanti qualificati di lingue.
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Craig Thomson interverrà in aula

CANBERRA – Se ogni giornalista in Australia, avesse incassato un dollaro, ogni volta che ha dovuto scrivere il nome Craig Thomson, in questo paese circolerebbe qualche milionario in più.  Pur in assenza di pagamenti supplementari, per dovere di cronaca, ecco le ultime sul rappresentante indipendente, ex laburista, del seggio di Dobell nel Nsw.
Craig Thomson, impassibile, stoico, con un viso ed un espressione che fanno pensare che sia privo di ogni manifestazione emotiva, finalmente, dopo anni di silenzio nonostante tutte le accuse che gli venivano scagliate contro, ha parlato, dando prova di essere umano.
In parlamento, dopo la presentazione di una mozione da parte dell’opposizione, che prevedeva la sua sospensione per due settimane, prima di fare una completa dichiarazione in aula, in merito alle accuse di abuso di fondi del sindacato dei Servizi sanitari (HSU) del quale è stato segretario prima del suo ingresso in politica, la settimana scorsa ha preso la parola, su consiglio dell’altro indipendente Rob Oakeshott, asserendo che alla ripresa dei lavori parlamentari interverrà per spiegare le sue ragioni.  Quel breve discorso, nel quale ha chiesto l’indulgenza del parlamento, sottolineando che dovrà studiare il rapporto di 1100 pagine, del tribunale del lavoro, FairWork Australia, prima di poter esprimersi in sua difesa, ha graziato Thomson, con i tre indipendenti e il verde Adam Bandt che hanno votato con il governo, bocciando la mozione 72 a 70.
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Gillard si muove su Thomson e Slipper

CANBERRA - Giornata da ultima spiaggia quella di ieri per il governo Gillard. Il primo ministro, infatti, ha deciso di intervenire su entrambi i fronti che stanno causando enormi danni all’immagine, già notevolmente compromessa, della sua amministrazione, ‘sospendendo’ dal partito, senza perdere il suo voto, il deputato Craig Thomson che diventa così momentaneamente un indipendente e chiedendo a Peter Slipper di prolungare la sua autosospensione dall’incarico di presidente della Camera  fino a quando non sarà fatta completa chiarezza sulle accuse che sono state rivolte nei suoi confronti. Un tentativo di riprendere in mano la situazione e spostare i riflettori dei media e l’attenzione del pubblico sul bilancio che Wayne Swan presenterà alla ripresa dei lavori parlamentari, martedì 8 maggio.
Intanto Bill Shorten ha preannunciato novità sui fondi pensione e Tony Abbott, che continua a chiedere elezioni anticipate, un giro di vite sui vertici sindacali.
Troppo tardi no, troppo in ritardo sì. Ieri il primo ministro Julia Gillard ha fatto quello che doveva fare parecchio tempo fa per ciò che riguarda Craig Thomson e già una settimana fa per ciò che concerne Peter Slipper. Il primo è stato sospeso dal Partito laburista fino a quando non sarà fatta chiarezza sulla sua situazione pre-parlamentare, quand’era segretario nazionale del sindacato dei Servizi per la sanità (HSU); il secondo è stato invitato, e ha accettato, a rimanere ‘in panchina’ fino a quando non saranno completamente risolte sia la questione dei buoni-taxi che quella delle molestie sessuali in seguito alle accuse nei suoi confronti partite dall’ex collaboratore James Ashby.
Gillard sabato sera ha raggiunto l’intesa con Thomson per cercare di salvare il salvabile: non più intera fiducia nel deputato accusato di uso improprio dei fondi del sindacato, mazzette e “intrattenimento” a sfondo sessuale con carta di credito dell’HSU, ma strategica presa di distanze con tanto di sospensione dall’Alp, dirottamento sui banchi degli indipendenti con garanzia però di voto a favore dell’ex ‘datore di lavoro’. Un’altra manovra dettata dalla legge di sopravvivenza che, dal punto di vista pratico funzionerà (nessuna sospensione parlamentare e nessun voto perso), ma da quello dell’immagine servirà solo ad abbassare un po’ la luce dei riflettori.
Per ciò che riguarda Slipper la “saga” continua: fino a qualche giorno fa (conferenza stampa del primo ministro da Istanbul) al presidente della Camera sarebbe bastato superare indenne l’asticella delle indagini sui buoni-taxi (le accuse con possibili risvolti penali riguardano buoni firmati, ma riempiti da autisti o usati da altre persone, problemi di importi ‘standardizzati’ al centesimo nonostante diverse località e l’uso di differenti servizi e classe di autovetture) per riprendere il proprio incarico; ieri invece il clamoroso ripensamento, con richiesta da parte del capo di governo dell’autosospensione di Slipper prolungata fino a quando non sarà chiarita anche la questione delle presunte ‘molestie’ denunciate da Ashby, facendo ricorso al tribunale federale. Anche la causa civile improvvisamente conta, perché qualcuno nella squadra laburista deve avere fatto notare a Gillard che il malumore popolare sta salendo. Che diversi colleghi cominciano a manifestare una certa inquietudine e che gli indipendenti che puntellano il governo cominciano a dare segni di stanchezza e potrebbero non resistere a lungo sulla linea di difesa sempre più esile del diritto della presunta innocenza fino a prova contraria. Slipper ha capito e ha accettato la ‘pausa’ fino a data da destinarsi per il bene di un Parlamento che ha raggiunto livelli di credibilità più che preoccupanti.
Ovviamente Tony Abbott, a questo punto, scalpita e cerca il colpo del k.o. Quello che insegue dal giorno del verdetto a favore di Gillard di Andrew Wilkie, Rob Oakeshott e Tony Windsor: vuole elezioni anticipate e chiede che la sospensione dal partito di Thomson diventi anche una sospensione dal voto.
Non se ne parla ovviamente. Il governo ha tutta l’intenzione di resistere e si augura che il doppio espediente di ieri perlomeno calmi un po’ le acque e permetta di spostare le attenzioni interamente sul budget che dovrebbe servire da trampolino di lancio per la lunga corsa elettorale.
Domenica da ultima spiaggia insomma dopo che nei due-tre giorni precedenti i laburisti avevano dato l’ impressione di voler ricominciare a fare i laburisti e i liberali i liberali. I primi si sono impegnati a tassare di più chi se lo può permettere e i secondi hanno promesso di prendere di petto i sindacati.
Gli annunci sono arrivati da Bill Shorten e Tony Abbott. Per il ministro per la Superannuation non c’è assolutamente niente di sinistro nell’intenzione del governo di dimezzare i benefici fiscali sui fondi pensione per la fascia più agiata della popolazione, quell’1,2 per cento di australiani con entrate annuali superiori ai 300mila dollari che dal primo di luglio pagheranno il 30% di tassa sui depositi invece dell’attuale 15%.  Il provvedimento sarà incluso nel documento di bilancio e permetterà al governo di risparmiare un miliardo di dollari nell’arco di quattro anni.
Sarà sicuramente piaciuta al “suo” elettorato invece la presa di posizione di Abbott che, al Consiglio liberale del Victoria, ha promesso che un suo governo si farà certo che i vertici sindacali debbano essere trattati alla stregua di quelli aziendali in caso di irregolarità di gestione. Come gli amministratori di società private devono rispondere di fronte alla legge, con possibilità di pene carcerarie e grosse multe, se vengono meno agli interessi-diritti dei loro azionisti, così i leader sindacali dovranno rispondere ad eventuali mancanze nei confronti dei loro tesserati. Prendendo spunto dal caso Thomson e dalla miriade di scandali che stanno affondando nel torbido mondo dell’Health Service Union, il capo dell’opposizione ha suggerito fino a cinque anni di carcere per dirigenti sindacali rei di non rispettare le loro responsabilità legali-amministrative e fino a 200mila dollari di multa.
Una nuova chiara linea di demarcazione dei due partiti dunque, che sembrano cominciare a prendere in qualche modo le distanze uno dall’altro preparandosi per una lunga battaglia elettorale che dovrebbe partire dal documento di gestione del prossimo 8 maggio.
Gillard e gli strateghi laburisti contano infatti moltissimo su Swan per tentare di uscire dalle sabbie mobili degli scandali Thomson e Slipper e di ri-dirigere l’attenzione del pubblico sulle idee e i programmi che giurano di avere per permettere al Paese di continuare a fare da battistrada sul palcoscenico internazionale. Un palcoscenico sul quale sembra affacciarsi anche Abbott che, nella seconda metà dell’anno, ha in agenda visite in Indonesia, Stati Uniti, Cina e India. Quasi scontata anche una tappa, che per ovvie ragioni di sicurezza non può mai essere inserita nell’itinerario, in Afghanistan. Una serie di trasferte su invito delle amministrazioni straniere che indicano una crescente attenzione per l’evolversi della situazione politica in Australia preparandosi per un eventuale cambiamento di amministrazione. Per questo vogliono conoscere più da vicino quello che potrebbe diventare fra poco più di 12 mesi il nuovo interlocutore e capire cosa potrebbe cambiare nelle relazioni bilaterali. E Abbott ha già dato un’indicazione generale a tutto campo sintetizzando le sue intenzioni con un telegrafico, ma efficace, “più Giakarta e meno Ginevra”. Più dialogo nell’area asiatica e del Pacifico e meno Nazioni Unite e disegni globali che poco si addicono a Canberra. Il leader dell’opposizione in proposito ha anche promesso un ministro per le questioni del Pacifico da affiancare a quello degli Esteri.
Ieri grandi manovre dunque per tentare di rimanere a galla da parte di Gillard, ma ancora cattive notizie provenienti dal Queensland dove, nelle amministrative, i laburisti hanno subito un’altra sonora batosta e nelle suppletive per l’ex seggio di Anna Bligh di South Brisbane hanno resistito, con Jackie Trad, subendo però un arretramento del 5,7%. Vincitori “morali” i Verdi saliti al 20% di consensi (+2% rispetto alle elezioni di poco più di un mese fa). Un altro segnale sul quale riflettere per i frastornati federali.
DARIO NELLI

Veleni e smentite sul ritorno di Costello

CANBERRA – Tutti in Australia sanno che il Partito laburista è suddiviso in varie fazioni, dalla potentissima destra del Nsw fino alla Socialist Left, che per anni ha dominato nel Victoria, ma pochi sono al corrente delle correnti che dominano il Partito liberale, i cosiddetti Wet e Dry (bagnati e asciutti), i primi moderati e i secondi superconservatori,  che hanno basi statali, che determinano la spartizione di ministeri o posizioni di rilievo nel gabinetto ombra.
Dall’uscita di scena di Peter Costello, Peter Reith, Richard Alston, Michael Wooldridge e i fratelli Kemp, il Victoria è scarsamente rappresentato nella stanza dei bottoni dei liberali, ma qualcosa potrebbe cambiare stando alle voci, subito smentite dai protagonisti, di un possibile ritorno  dell’ex ministro del Tesoro, ed eterno delfino di John Howard, Peter Costello.
Le voci sono state alimentate da un personaggio il cui nome, Michael Kroger, è stato per molti anni sinonimo di autorevolezza dietro le quinte del Partito liberale del Victoria, del quale è stato a lungo presidente.
Oggi l’influenza del “Bamboo General”, il soprannome che i colleghi hanno dato a Kroger, per la sua preferenza a pranzi e cene di lavoro (leggi intrallazzi politici) nel ristorante Bamboo House, nella Chinatown di Melbourne, e per la sua innata tendenza a dare ordini (e forse anche per la sua passione per l’antiquariato dell’era napoleonica),  è diminuita.  I tempi in cui le fazioni capeggiate da Kroger da una parte, coadiuvato dall’ex compagno di università ed amico Peter Costello, e l’ex premier Jeff  Kennett dall’altra, sono decisamente tramontati.
Ma tramonto o meno, se Kroger dichiara di aver avuto una conversazione con Costello, poco prima di Natale, durante la quale l’ex ministro del Tesoro gli ha confessato l’intenzione di tornare in politica e gli ha chiesto di fare da intermediario per verificare la possibilità che il deputato del collegio di Kooyong, Josh Frydenberg si faccia da parte per permettergli di appropriarsi del seggio che è stato rappresentato da Robert Menzies ed Andrew Peacock, e più recentemente da Petro Georgiou, la cosa fa notizia e dopo essere stata presentata dal programma di approfondimento della Abc “7.30 Report, è stata ripresa da tutti i maggiori quotidiani.
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Sì al budget solo se non politico

swanCANBERRA – La Banca centrale ha ottenuto il via libera, per un’ormai quasi scontata riduzione dei tassi d’interesse, anche dal fronte dell’inflazione che nel primo trimestre dell’anno ha fatto registrare un consistente calo che ha portato l’indice nazionale su base annuale all’1,6 per cento. Un calo dovuto ad un quasi congelamento dei prezzi dei generi di consumo (+0,1% a fine marzo) che hanno avuto una doppia lettura: positiva, ovviamente, da parte del ministro del Tesoro Wayne Swan, che ha parlato di un prezioso momento di respiro per gli australiani, specie per quelli della fasce meno abbienti della popolazione; negativo per molti economisti che hanno interpretato lo stallo come un segnale di incertezza o addirittura di frenata dell’economia.
 Il calo dell’inflazione è soprattutto dovuto ad una riduzione del 30 per cento dei prezzi di frutta e verdure, del 6,3 per cento di computer e tv e del 6 per cento dei mobili. Impennata invece per i prezzi dei prodotti farmaceutici (più 14%), spese per l’istruzione (7,7%) e benzina (2,5%).
 La Reserve Bank  aveva anticipato nell’ultima riunione che dati rassicuranti sul fronte dell’inflazione avrebbero reso possibile un aggiustamento monetario in maggio che, a questo punto, sembra cosa pressoché certa.
 Swan martedì scorso, commentando i dati dell’inflazione, ha dichiarato che uniti all’attivo di bilancio che sarà annunciato nel budget del prossimo 8 maggio, dipingono un quadro estremamente positivo da un punto di vista economico-finanziario del Paese e che offrono alla RBA la “massima flessibilità” per agire in campo monetario: “Solida crescita, bassa disoccupazione, inflazione contenuta, una combinazione di fattori estremamente salutare a cui si andrà ad aggiungere un bilancio in attivo”.
 Per il ministro ombra del Tesoro, Joe Hockey, invece non c’è da stare molto allegri: alcune spese stanno decollando rendendo la vita molto difficile per le famiglie, “basti pensare – ha detto - alle bollette energetiche e ai costi per la scuola. Il vice leader liberale ha anche  sottolineato che i rincari superano di gran lunga gli aumenti dei salari. Pur riconoscendo una riduzione della spinta inflazionistica, Hockey ha ribadito che il governo dovrebbe ravvedersi in tempo per ciò che riguarda la carbon tax per non aggravare le pressioni sul costo della vita.
 Budget in attivo dunque per un Swan galvanizzato dalla trasferta a Washington e dal plauso del Fondo monetario internazionale per la solidità dell’economia australiana, ma con qualche fresco dubbio per ciò che concerne la fattibilità. Dopo l’annuncio, infatti,m ci vorrà l’approvazione in aula e due indipendenti, Andrew Wilkie e Ron Oakeshott, e il verde Adam Bandt, hanno già anticipato un attento scrutinio delle misure che saranno annunciate per il rientro del deficit prima di dare il via libera al progetto. “Se i tagli non saranno nell’interesse dei cittadini” non c’è alcuna garanzia di un passaggio senza correzioni che potrebbero alterare l’impianto del bilancio. Attivo quindi quasi certo a parole, ma per arrivare ai fatti Swan dovrà convincere gli alleati che non si tratta di un provvedimento dettato dalla politica, ma di sacrifici e tagli richiesti nell’interesse della nazione. 

Generosità poco gradita

CANBERRA - Julia Gillard e Wayne Swan assicurano che è venuto il momento di ridistribuire più equamente la ricchezza del Paese e che solo il Partito laburista, ritornando ai suoi valori tradizionali, è in grado di farlo. E hanno cercato di dimostrarlo con il budget di martedì scorso, quello dell’ultra-anticipato ritorno all’attivo di gestione grazie a qualche sacrificio chiesto a chi, in teoria, se lo può permettere per venire incontro alle esigenze di chi invece ha bisogno di qualche attenzione in più. Aiuti alle famiglie via sgravi fiscali e bonus per le spese scolastiche che scatteranno da subito, eppure gli australiani non sembrano crederci e continuano a perdere fiducia nel governo. I sondaggi dell’immediato dopo budget dicono, infatti, che gli elettori non si fidano delle promesse di Swan e pensano che, nonostante gli aiuti che stanno per essere depositati in banca, la loro situazione economica non migliorerà.
Sugli umori popolari pesa anche il caso Thomson che ha impostato la sua linea di difesa sulla teoria del complotto per distruggere la sua carriera politica.
DARIO NELLI
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Scandalo Slipper: chi sapeva?

peter-slipperCANBERRA - Sembra sia completamente svanita la speranza del governo laburista che la presentazione di una manovra finanziaria che riporti il bilancio in attivo possa persuadere l’elettorato a dargli una seconda possibilità di guidare il Paese. A fare evaporare quella già flebile speranza sono state le accuse mosse nei confronti del presidente della Camera Peter Slipper, riguardanti presunte molestie sessuali nei confronti di un collaboratore e abuso dei privilegi parlamentari.

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Duro colpo al bilancio della Difesa

CANBERRA – Il settore della Difesa è stato il più colpito dagli ingenti tagli di spesa contenuti nel bilancio preventivo 2012.
Nei prossimi quattro anni le Forze Armate dovranno rinunciare in totale a 5,5 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali – tre miliardi - avrebbe dovuto finanziare l’acquisto o l’ammodernamento di sistemi d’arma. Ad esempio, sarà ritardato di due anni l’acquisto di 12 aerei caccia d’ultima generazione Joint Strike Fighters, e la flotta di aerei da trasporto C-130H Hercules sarà ritirata anzitempo dal servizio attivo per  risparmiare i relativi costi di manutenzione.
Saranno per il momento accantonati lavori di capitale per oltre 1,2 miliardi. E’ previsto, inoltre, il ritiro delle truppe australiane da East Timor, dalle isole Solomone e dall’Afghanistan entro la metà del prossimo anno, tanto che per l’esercizio finanziario 2014-15 non si prevede alcuna spesa per missioni militari all’estero.
Circa 360 milioni di dollari, infine, saranno risparmiati riducendo di circa mille unità l’organico del personale civile impiegato presso il dicastero della Difesa. Si passerà, infatti, dagli attuali 22.355 impiegati civili a 21.347 nel 2014. Il governo ha specificato che gran parte degli esuberi saranno su base volontaria ma non ha escluso un’ondata di licenziamenti.

Australia all’insegna della “tripla A"

CANBERRA – L’Australia si avvia a festeggiare il Natale l’arrivo dell’annuo nuovo con una fresca conferma della solidità della sua economia. La “pacca sulle spalle” è arrivata dall’agenzia di credito Moody's che ha confermato la “tripla A” per ciò che riguarda l’assetto finanziario del Paese. Una specie di “dieci e lode” determinato, secondo gli osservatori del credito internazionale, dall’ottimo stato di salute, che continua ormai da diversi anni, dell’economia australiana, dalla felice posizione finanziaria per quanto riguarda debito e conti pubblici con conseguente basso livello di rischio, sempre dal punto di vista finanziario.

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Meno tasse e nuovi bonus per le famiglie con figli in età scolare a carico

CANBERRA – Un milione e mezzo di famiglie australiane con due figli al di sotto dei 12 anni ed un reddito inferiore agli $ 85.000 annui,  riceveranno dal primo luglio 2013 un pagamento di 600 dollari, per ammortizzare ulteriormente gli aumenti del costo della vita provocati dall’introduzione carbon tax, e di $200 per quelle con un reddito tra gli  85.000 e i 112.000 dollari.
Il ministro per i Servizi comunitari e le Famiglie Jenny Macklin, ha detto che il governo, non avendo potuto varare la riforma fiscale per le imprese, ha elaborato la strategia per assicurarsi che i benefici del boom del settore minerario vengano suddivisi tra le famiglie del ceto medio e basso.
Una famiglia con due figli adolescenti con un reddito fino ai $ 90.000 avrà diritto ad un pagamento di $ 600.00 annui mentre una con un reddito tra i 90 e i 115.000 dollari, uno di $ 200.00 (i pagamenti saranno rispettivamente di 300 e 100 dollari se la famiglia ha un solo figlio adolescente). In base alla finanziaria presentata dal ministro del Tesoro, quasi 50.000 famiglie, dal primo gennaio 2013, non avranno più diritto alle agevolazioni fiscali se i figli avranno compiuto i diciotto anni e non stanno completando la scuola superiore. Al momento le agevolazioni fiscali per le famiglie vengono applicate fino a quando i figli hanno compiuto i 21 anni, mentre con il governo Howard si estendevano fino al compimento dei 25 anni.
Il nuovo “Schoolkids bonus” del valore di 2,1 miliardi di dollari, incrementerà le entrate di 2,1 milioni di famiglie di $ 410 per ogni figlio che frequenta la scuola elementare e di $ 820, per ogni figlio che frequenta la scuola secondaria.

Nauru, il governo cambia idea

CANBERRA - Il governo federale sta pensando di riaprire il centro di detenzione di Nauru, tanto caro all’esecutivo di John Howard, come struttura d’accoglienza per i richiedenti asilo. La notizia, che è stata riportata dal quotidiano The Australian, è stata accolta con soddisfazione da Tony Abbott che dal quando è diventato leader dell’opposizione continua a ripetere che l’unica soluzione possibile al ‘problema’ dei richiedenti asilo è la riapertura del centro di Nauru.

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Le promesse non mantenute

CANBERRA - Il ‘sottilissimo’ attivo di bilancio annunciato dal ministro del Tesoro Wayne Swan, nella sua quinta manovra finanziaria, è stato ottenuto, anche grazie a tre promesse non mantenute: la riduzione fiscale dell’1% per le imprese (grandi e piccole), le agevolazioni fiscali sui risparmi e le deduzioni fiscali standardizzate per gli individui.
Fino all’inizio della settimana la riduzione delle imposte per le compagnie dal 30 al 29% , una manovra da 4,7 miliardi di dollari in quattro anni, sembrava dovesse essere l’asse trainante del bilancio di gestione.  Martedì sera invece Wayne Swan, con una mossa a sorpresa che incrinerà ulteriormente i rapporti tra il governo laburista e l’industria, ha annunciato che i fondi verranno deragliati per aumentare pagamenti e bonus per le famiglie.
Il primo ministro Julia Gillard e il ministro Swan, hanno giustificato la decisione ricordando che la riforma fiscale non sarebbe passata in parlamento data la già annunciata opposizione totale della coalizione, dato che sarebbe stata sovvenzionata dalla tassa sui proventi minerari,  e di quella parziale dei verdi, che erano preparati ad approvare le agevolazioni fiscali per la piccola impresa, ma non per la grande industria.
La marcia indietro sulle agevolazioni tributarie per le imprese, che  erano state annunciate dal governo in concomitanza con l’introduzione della mining tax, per spalmare su tutta l’economia i benefici del boom del settore minerario, ha provocato una serie di reazioni negative da parte dei responsabili di tutte le organizzazioni che rappresentano imprenditori ed industriali, che, pur riconoscendo il ruolo giocato dall’opposizione, sottolineano che la responsabilità finale di legiferare spetta al governo.
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Nuove accuse contro Philip Morris

CANBERRA - Si fa sempre più duro lo scontro tra governo federale e le principali compagnie dell’industria del tabacco. Canberra ha accusato Philip Morris di stare eseguendo una ristrutturazione societaria allo scopo di lanciare un’azione legale internazionale per sfidare la legge che obbliga le case produttrici a confezionare le sigarette in pacchetti anonimi.
La compagnia ha presentato una richiesta di risarcimento multimiliardaria contro il governo attraverso Philip Morris Asia sostenendo che le nuove disposizioni violano un trattato commerciale esistente tra Hong Kong e Australia.

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L’attivo c’è: la politica si è imposta

CANBERRA - Come volevasi dimostrare: l’attivo di bilancio c’è ed è esattamente quello che era stato preannunciato, 1,5 miliardi che diventeranno 7,5 nel 2015-16. C’è stato anche, come preventivato, l’ovvio giochetto delle tre carte con spostamenti di spesa da un anno all’altro, rinvii di qualche programma, rallentamenti di altri, accantonamento di alcune iniziative. E ci sono state le mosse a sfondo elettorale con generosità mirata e perfetta scelta di tempo per quanto riguarda la messa in pratica dell’operazione. Insomma un buon budget politico che supera “a caldo” l’esame credibilità, e mediante il quale il governo si augura di poter recuperare qualche sfiduciato, perché al centro del documento di gestione, assicura Swan, “sono ritornati i valori laburisti”. Per i mercati c’è il surplus, per le famiglie con figli che vanno a scuola ci sono bonus e ‘correzioni’ fiscali  spalmati nel giro di dodici mesi con la rata più sostanziosa pagabile proprio a ridosso del voto previsto per luglio o agosto del prossimo anno.
DARIO NELLI
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In cerca di un compromesso per un accordo sugli aspiranti profughi

CANBERRA – Meno male che tutti continuano a dire che la politica non c’entra, che bisogna trovare una soluzione, che loro vorrebbero, ma sono gli altri che non sono disposti a scendere a compromessi. Ieri il ministro dell’Immigrazione Chris Bowen ha rilanciato l’offerta che il primo ministro Julia Gillard ha fatto a Tony Abbott la scorsa settimana, di autorizzare il suo portavoce in materia di immigrazione, Scott Morrison, a sedersi al tavolo delle trattative per risolvere il “problema” degli aspiranti profughi.

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Non solo tagli nel bilancio d’austerità

CANBERRA - Non solo tagli. Ieri qualche nuova anticipazione, in questo caso “positiva”, sulle alchimie di bilancio. Il governo insomma continua a lanciare sassi nello stagno del budget e a nascondere la mano per montare le aspettative e concentrare l’attenzione del pubblico sul documento sul quale poggia buona parte delle sue speranze e (poche) possibilità di sopravvivenza. Ieri è arrivato il bonus scuola: 820 dollari per ogni studente di scuola media e 410 per ogni alunno delle elementari.
Bilancio miracolosamente in attivo nonostante una riduzione delle entrate dovute ad una flessione generale (settore minerario escluso) dell’attività economica. Sarà il budget della svolta? Il punto di partenza per riprendere in mano il filo del discorso politico? Se lo augurano gli strateghi laburisti che vedono il promesso attivo di bilancio come un momento cruciale di questo tormentato mandato, condiviso con verdi e indipendenti. Un momento che ha un importante valore simbolico perché riporta, dopo circa un decennio di eccessi di spese, una certa disciplina di gestione.
DARIO NELLI
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Fair Work, imprenditori cauti

CANBERRA - L’annuncio di una revisione delle leggi sul lavoro ha suscitato le reazioni contrastanti di sindacati e imprenditori, col ministro per le Relazioni sui posti di lavoro Bill Shorten che si trova costretto a difendere la riforma.
Shorten, che ha definito “solido” l’impianto del Fair Work Act, ha presentato i componenti della commissione incaricata di condurre un’indagine indipendente per stabilire se la legge è attuata correttamente. Si tratta dell’attuale membro del board della Reserve Bank nonché economista, John Edwards, dell’ex giudice Michael Moore e del professore emerito universitario Ron McCallum. 

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Budget del Victoria all’insegna del contenimento delle spesa: vacilla il ‘rating’

MELBOURNE - Il ministro del Tesoro del Victoria Kim Wells ha definito “necessaria” la decisione di mantenere in surplus il bilancio statale, nonostante i drastici tagli alle spese che dovranno essere compiuti per conseguire questo risultato. “Questo è stato il budget più difficile da preparare da almeno dieci anni a questa parte. Le condizioni sono molto dure, abbiamo dovuto prendere decisioni difficili ed effettuare una serrata campagna di risparmi, ma siamo riusciti a rimanere in surplus. Finire in deficit non sarebbe stata un’alternativa per nulla praticabile”, ha detto Wells presentando il suo bilancio preventivo per l’anno finanziario 2012-13.
L’avanzo di bilancio sarà di 155 milioni di dollari per questo esercizio, per poi salire a 861 milioni nel prossimo anno finanziario e raggiungere quota 2,5 miliardi nel 2015-16.
Il ministro del Tesoro, però, ha avvertito che il rating AAA dello Stato continuerà a rimanere in pericolo, a causa di un debito pubblico che salirà a quota 40,9 miliardi di dollari nel 2016. “Il Victoria è stato colpito duramente dalla forte riduzione - pari a crica 8,3 miliardi di dollari in quattro anni - nei proventi derivanti dalla GST. Si tratta di un colpo ancora più duro di quello sofferto nel 2008 con la crisi finanziaria globale”, ha spiegato Wells.
Tra i provvedimenti di contenimento delle uscite che hanno permesso di mantenere un surplus spiccano tagli alle spese per circa un miliardo di dollari nell’arco dei prossmi quattro anni, e il mantenimento di un tetto del 2,5% agli aumenti salariali dei dipendenti pubblici. Ai 3.600 licenziamenti nel settore pubblico già annunciati nei mesi scorsi se neaggiungeranno altri 600, per un totale di 4.200 esuberi.
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Rifugiati: scambio di accuse

CANBERRA - Il ministro dell’Immigrazione Chris Bowen, dopo avere lasciato al neo ministro dell’Interno, Jason Clare, commentare per un paio di giorni l’ennesima tragedia del mare avvenuta sabato scorso al largo delle coste di Giava, ha deciso di affrontare in prima persona un “problema” che continua a creare enormi disagi politici e morali al governo. L’opposizione non ha perso un secondo per attaccare l’amministrazione Gillard per la  sua presunta “incapacità” di gestire la questione dei richiedenti asilo e ha sfidato il governo a fare delle proposte concrete, “serie ed urgenti” per reintrodurre un sistema di verifica dello status di profughi al di fuori dei confini nazionali.

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Slipper: la polizia indaga

CANBERRA - I sondaggi, responsabili della prematura fine del governo Rudd, ora fanno tremare anche l’amministrazione Gillard.
Anche le ultime decisioni, per cercare di disinnescare le minacce dei casi Slipper e Thomson, non sembrano avere influito sul parere negativo nei confronti dell’attuale primo ministro che ora rivede spuntare lo spettro di un nuovo dibattito sulla leadership. A rafforzare le inquietudini interne è arrivato il commento dell’ex premier del New South Wales, Kristina Keneally che ha invitato Canberra ad un ripensamento sulla carbon tax. Di cattivo auspicio anche l’apertura, da parte della polizia federale, di un fascicolo d’indagine su Peter Slipper, mentre si infittisce il giallo sulle accuse partite dall’ex collaboratore dello stesso Slipper, James Ashby, che sembrerebbe essere stato in contatto in più di un’occasione con il ministro ombra dell’Istruzione e capogruppo liberale alla Camera, Christopher Pyne che, ovviamente, nega qualsiasi tesi di complotto.

Diminuiscono i prezzi delle medicine

CANBERRA - I prezzi dei medicinali usati contro i disturbi di salute più comuni, come pressione alta e diabete, saranno ridotti sensibilmente da aprile del prossimo anno.
In seguito ad una revisione dei prezzi condotta dal governo allo scopo di promuovere la vendita di farmaci generici a buon mercato e far emergere gli sconti “nascosti” per i farmacisti, i prezzi di circa 170 medicinali caleranno dal 10,5 fino all’82 per cento per il governo e per i consumatori, che risparmieranno così 14 dollari al mese.

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