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Protestano gli ambientalisti

Perth - Il via libera del governo federale alle esplorazioni per gas della Shell nella Ningaloo Reef, al largo delle coste nel nord del Western Australia, ha provocato la reazione degli ambientalisti, che hanno messo in discussione il valore del patrimonio naturalistico mondiale riconosciuto all’area.
Il governo federale ha autorizzato la società petrolifera a condurre esplorazioni dei fondali marini alla ricerca di gas, a 50 km di distanza dalla linea di demarcazione del Parco marino di Ningaloo. La compagnia ha fatto sapere che le operazioni di trivellazione dei fondali saranno condotte esclusivamente per il gas e non il petrolio lontano dall’area protetta.
Il mese scorso le Nazioni Unite hanno inserito più di 6.000 km quadrati di Ningaloo nella lista delle aree protette dalle Nazioni Unite. Gli ambientalisti temono che le trivellazioni possano danneggiare la zona. Paul Gamblin, del WWF, sostiene che il riconoscimento attribuito dall’Onu avrebbe dovuto essere sufficiente al governo federale per respingere le richieste della Shell e non approvare il progetto. “Siamo molto preoccupati per il fatto che il governo consente alle compagnie petrolifere di operare in una zona molto vicina all’area protetta di Ningaloo - ha detto Gamblin -. E’ incredibile che non richiedano una valutazione completa dell’impatto sull’ambiente del progetto”.
In quella parte d’Australia, ed anche più vicino a Ningaloo, ci sono altri progetti in corso, ma con la Shell, secondo Gamblin, sono necessari controlli più severi. “In precedenza abbiamo espresso le nostre preoccupazioni per le compagnie petrolifere che si avvicinano sempre più alla parte nord di Ningaloo - ha ricordato Gamblin -. La Shell deve dire alla comunità, che al momento non ha idea di come questa zona potrebbe diventare, se intende installare piattaforme per l’estrazione di gas e petrolio nella zona protetta”.
La compagnia si è detta disposta a spiegare agli organi regolatori e alle parti interessate come intende portare avanti i lavori senza alcun impatto sull’ambiente. “Siamo a conoscenza del valore della biodiversità e del patrimonio naturalistico della zona” si legge in un comunicato della Shell. Il ministro dell’Ambiente Tony Burke  ha detto che il suo dipartimento ha ritenuto opportuno non richiedere ulteriori studi sull’impatto ambientale, come in occasione di altri progetti simili.

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