Caso Jones: Ombudsman contro l’OPI
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- Published on Friday, 14 October 2011 12:37
In un rapporto pubblicato ieri l’Ombudsman criticato l’OPI per non avere adeguatamente applicato le norme statali che proteggono gli informatori, e ha stigmatizzato il prolungato utilizzo dello strumento delle intercettazioni telefoniche nei confronti di Jones e di sua moglie. Il documento, comunque, precisa di non avere rilevato alcuna prova concreta che possa indicare che funzionari dell’OPI abbiano influenzato le indagini a sfavore di persone ritenute informatori o abbiano comunque agito in modo dannoso nei loro confronti.
Le indagini dell’OPI su Sir Ken sarebbero state innescate da un reclamo del suo diretto superiore, l’allora capo della Polizia Simon Overland, che avrebbe accusato il suo vice di aver fatto trapelare sui media informazioni riservate.
Brouwer ha fatto notare che per la maggior parte delle agenzie governative esistono norme precise che permettono di stabilire se abbiano utilizzato in modo abnorme, irragionevole o eccessivo determinati strumenti d’indagine. “Nel caso dell’OPI o della Polizia non esiste alcun scrutinio di questo tipo per quanto riguarda l’impiego di intercettazioni telefoniche. A mio modo di vedere ciò potrebbero nascere situazioni in cui l’uso improprio o eccessivo di questi poteri d’intercettazione potrebbe passare inosservato”, ha sostenuto L’Ombudsman. Il ministro della Polizia Peter Ryan ha detto ieri di condividere le preoccupazioni espresse riguardo a quest’ultimo punto: “Anche noi abbiamo espresso preoccupazione su tale tema in passato. Qui in Victoria non esiste alcun monitoraggio sulle basi rispetto alle quali sono emessi questi provvedimenti d’intercettazione”.






