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Melbourne PuntoIt, la community italiana

MELBOURNE – Chi bazzica Facebook sa bene quanto imperversi il gusto effimero del “contiamoci”: gruppi aperti con l’obiettivo di raccogliere tutti gli utenti con certe opinioni o certi gusti, generalmente abbandonati a se stessi e aggiornati solo a colpi di spam. È questo il caso anche per diversi gruppi che avrebbero voluto riunire gli italiani in Australia.
Il gruppo di Melbourne PuntoIt, al contrario, si sta dimostrando una realtà capace di durare e crescere grazie al giusto mix di voglia di fare, prudenza e attenzione agli effettivi bisogni degli iscritti.
Fondatore di Melbourne PuntoIt (che oltre alla pagina FB ha un sito, www.melbournepuntoit.com) è Andrea Buonaguidi: classe ’76, in Australia da 4 anni, lavora come insegnante di italiano. “L’obiettivo [del gruppo Facebook] – spiega Andrea – era creare una struttura che desse supporto ai nuovi arrivati, in termini di informazioni ma soprattutto di sostegno emotivo, e far nascere uno spirito di comunità. L’esempio degli italiani arrivati negli anni ’50 – i club, le associazioni – non è più praticabile: noi ci ritroviamo dal vivo una volta al mese, per il resto ci sentiamo via internet”.
La pagina FB raccoglie informazioni su tutti i problemi più tipici di chi è appena arrivato come turista o con un visto Working Holiday: assicurazione Medicare, lavoro in fattoria o in città, esame IELTS, case in affitto, banche, agenti d’immigrazione. Per problemi più specifici, come la scelta di un corso di laurea, Andrea mira a mettere in contatto, all’interno della community, chi ha un problema con chi potrebbe avere la soluzione: “Funziona perché tutti hanno gli stessi bisogni: si seguono dei pattern per cui chi arriva si inserisce in strade già percorse e trova porte già aperte”, spiega.
Per quel che riguarda il sostegno emotivo – la possibilità di avere qualcuno con cui parlare in momenti di necessità o di solitudine – gli iscritti spesso contattano Andrea tramite la chat di FB. Alle volte, poi, capita persino che lo chiamino al telefono: “Una volta – racconta – mi ha telefonato una ragazza alle 3 di notte; aveva trovato il mio numero sulla pagina FB. Aveva bisogno della pillola del giorno dopo e non sapeva dove comprarla; non lo sapevo nemmeno io, così ho chiamato una mia amica, me lo sono fatto spiegare e l’ho potuta aiutare”.
Il fenomeno dei nuovi emigrati italiani si è dimostrato difficile da misurare per gli istituti di statistica, a causa di alcuni suoi tratti caratterizzanti: gli under-45 che scelgono di lasciare l’Italia fanno spesso piani di breve periodo, per esempio, per cui non si iscrivono all’AIRE ed effettivamente non sanno quanto tempo rimarranno nello stesso Paese. Andrea, direttamente coinvolto nella questione, dice che i “nuovi italiani” a Melbourne sono ormai circa 700 e continuano a crescere: “In genere sono persone che dispongono di un titolo accademico; magari in Italia lavoravano a forza di contratti brevi. In Italia c’è frustrazione per la mancanza di spazio e di supporto, in Australia invece questi ragazzi capiscono che anche se partono come camerieri, le strade poi sono infinite”.
La gratitudine per Melbourne e i melburniani è tanta, ed altrettanta è la voglia di contribuire allo sviluppo culturale, sociale ed economico di una città da cui tanti si sono sentiti praticamente accolti a braccia aperte.
“Abbiamo le capacità, ci mancavano le possibilità: qui tiriamo fuori qualità che non sapevamo di avere, è il matrimonio perfetto. Persino la rabbia, la frustrazione dell’esserci sentiti negare il futuro nel nostro Paese, qui diventa energia propositiva. Ci sono ragazzi che sono arrivati senza nemmeno sapere l’inglese e ora invece stanno facendo carriera”.
“Dobbiamo liberarci dall’idea che qualcosa ci sia dovuta solo perché siamo italiani: qui è irrilevante, per riuscire bisogna essere inseriti nel sistema, professionali, preparati. Ma degli italiani qui, è una minoranza quella che non capisce il modo corretto di fare le cose; personalmente sono molto contento di ciò che stiamo raggiungendo”.
DANIELE ZINNI

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