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Ennio Morricone al debutto in Australia

DANIELE ZINNI | Ennio Morricone sarà in concerto a Perth e Adelaide, rispettivamente domenica 26 febbraio e venerdì 2 marzo 2012, all’interno dei festival artistici internazionali delle due città.Nella capitale del Western Australia, il compositore premio Oscar si esibirà al Burswood Theatre (e non più alla Sandalford Estate Winery, come inizialmente annunciato) dirigendo un coro di cento voci e la altrettanto numerosa WA Youth Orchestra. All’Elder Park di Adelaide, invece, a suonare sarà la Symphony Orchestra cittadina ed a cantare il Festival Chorus, con l’aggiunta di sei solisti italiani.Sarà in assoluto la prima volta in Australia, per Morricone, in circa 60 anni di carriera (e 83 di vita). Non è uno che viaggi pochissimo – noi lo abbiamo raggiunto telefonicamente in un albergo di Kiev, Ucraina, dal quale stava per ripartire dopo una tournée internazionale piuttosto lunga – eppure esprime ancora curiosità alla prospettiva di sbarcare Down Under.“Mi farà piacere venire in Australia: so che molti italiani sono lì e spero che vengano ad ascoltarmi, perché un pezzetto d’Italia lo rappresento anch’io. Ne ho conosciuti tanti – ricorda il Maestro – e mi sembrava così strano sentire da miei conoscenti che partivano e andavano in Australia... così, quasi a cercare un mondo migliore. E probabilmente l’hanno trovato”.Essendo al suo debutto dal vivo per i pubblici di Perth e Adelaide, Morricone non potrà esimersi dall’includere nelle scalette dei concerti i suoi pezzi più conosciuti ed apprezzati: “Cerco sempre soluzioni nuove e ho programmi per quattro o cinque concerti diversi, forse anche di più, – spiega – però certe composizioni sono obbligate perché il pubblico le desidera, le conosce e ama riascoltarle dal vivo”. I desideri del pubblico, infatti, non sono percepiti come un limite ma anzi come un’occasione per accontentarli: “Quando eseguo la suite dei tre western di Sergio Leone, il pubblico la apprezza moltissimo. Devo dire che in tutti i posti dove sono stato la gente era piena d’entusiasmo nell’ascoltarla – e così anche Mission; non posso eliminare Mission, in un posto dove non l’ho ancora mai eseguita”.E non è ripetitivo? Si diverte ancora, in concerto? “Se non mi piacesse fare questo mestiere, non lo farei”, dice con sicurezza Morricone.Quello della pensione, insomma, è un pensiero che non sembra sfiorare il compositore; e per quanto riguarda quell’altro pensiero, di cui alla sua età in genere ci si preoccupa? “C’è una canzoncina - risponde - che dice così: Mi dispiace di morire ma son contento, son contento di morire ma mi dispiace”.Nel corso dell’intervista emergono diversi aspetti relativi al suo metodo di lavoro ed al rapporto tra musica e cinema: “Quando scrivo musica per cinema penso al film, alle discussioni col regista; poi ci metto del mio e consiglio al regista di percorrere una certa strada. Come con l’ultimo film di Tornatore, al quale lui non si aspettava la mia reazione (che registrerò ai primi di gennaio)”. Qualche anticipazione su questa colonna sonora? “No. Perché nun se racconta, bisogna ascoltarla”.Tra musica e cinema, il compositore romano trova un’affinità importante e un mezzo di comunicazione, potremmo dire, nel loro essere arti in grado di dettare il tempo della propria fruizione: “La fortuna della musica, come anche del film, è che questo elemento li fa sposare bene insieme. La musica poi influenza il film e il film influenza la musica: una musica sbagliata in un film può diventare accettabile, e anche il contrario. Una musica molto importante può essere anche molto pericolosa, in un film un po’ scarso, perché invade qualcosa che non la regge, però può anche rendere buono un film che apparentemente è mediocre”.Un altro binomio considerevole è quello musica-tecnologia: “L’importante per il compositore – sostiene Morricone – è non essere passivo di fronte alla tecnologia, nel senso che si può pensare a una composizione in maniera positiva rispetto ai mezzi disponibili, anziché subire la potenza di questi. Molti complessi, per esempio, registrano a caso 50 piste e dopo decidono cosa devono fare. No, la composizione va pensata in un certo modo perché il compositore abbia una certa libertà, come sto cercando di fare nel prossimo film di Tornatore, però gli elementi sono quelli. Si possono spostare, ma non casualmente”.Visto il periodo, la domanda è d’obbligo: come passerà Natale e Capodanno? “Lavorerò certamente”, risponde. “Le feste in genere le passo lavorando, perché sono i giorni più tranquilli. Qualche volta il telefono squilla e arrivano tanti auguri, qualche volta non telefona nessuno e va bene così”.

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