Storie, personaggi e tradizioni al Museo Italiano
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- Published on Wednesday, 17 November 2010 12:23
“Spero che voi tutti vi sentiate come a casa in questa che è in fondo la casa della comunità italiana, una casa che abbiamo costruito insieme e dove sono sempre benvenuti ospiti dalle altre comunità con cui conviviamo in quella che è una delle città più multiculturali del mondo”, Paolo Baracchi della Società Storica Italiana presso il Museo Italiano di Carlton, ha iniziato così il suo discorso: dando il benvenuto a coloro che hanno contribuito al Museo con oggetti, fotografie, interviste o filmati.
Giovedì 4 novembre il Museo Italiano, ha voluto ringraziarli con una serata tutta per loro e per le loro famiglie ed amici, che hanno avuto modo di visitare il Museo con tranquillità, scambiandosi racconti e opinioni.
Ecco Antonio Calabrò e la sua famiglia che guardano il filmato che li mostra in una delle attività tradizionali annuali più sentite: fare il prosciutto e le salsicce. Antonio è nato in Australia da genitori originari di Reggio Calabria: Luigi venuto in Australia nel 1949 e sposato per procura a Leandra, venuta l’anno dopo. “Ogni anno tutta la famiglia, genitori, figli, zii, cugini e tanti amici, molti dei quali australiani, si riuniscono per fare la salsa di pomodoro, il prosciutto e le salsicce come si faceva in Italia. Ho imparato dai miei genitori e ora sono i miei figli che vogliono continuare questa bella tradizione e mantenere viva la cultura dei nonni.
E’ una attività che ci unisce” , afferma Antonio, il cui filmato fa parte della sezione del Museo che mostra come la comunità italo-australiana mantenga i legami con origini e cultura italiane e come queste vengano tramandate alle future generazioni.
Ecco Bruno Spiller, insegnante di italiano presso il St. Bernard’s College di Essendon, ritratto in classe con i suoi ragazzi dell’anno 12 mentre parlano e discutono del Palio di Siena: “Secondo me è importante che l’insegnamento della lingua e cultura italiane siano un processo attivo e coinvolgente e anche divertente. Con i miei studenti ci avviciniamo a questo evento particolare che mette in luce la storia, la cultura, le tradizioni dell’Italia e della sua gente. Il film vuole mettere in luce l’insegnamento della lingua e cultura italiane che continua nelle scuole.”, afferma Bruno, originario dell’Altopiano di Asiago e insegnante da oltre 29 anni.
Ecco la piccola Amelia Laughton di 8 anni che nel film del Museo aiuta i nonni Orlando e Amelia Longo a fare la salsa di pomodoro e poi il sugo per gli spaghetti. C’è tutta la famiglia: i genitori Enrica Longo e Paul Laughton, le cuginette, gli zii e la piccola Amelia che mette il basilico nelle bottiglie pronte per ricevere la salsa estratta dai pomodori ecc. “Abbiamo fatto 200 bottiglie e Amelia e tutti noi siamo entusiasti di questa tradizione! “spiega la mamma Enrica.
Oltre alle tradizioni, mantenute e tramandate, oltre alla lingua italiana, nei filmati vengono intervistati personaggi che rappresentano vari campi fra i quali alcuni immigrati per amore, o appena arrivati in Australia, o alcune spose per procura o alcuni artisti come Kavisha Mazzella cantautrice di canzoni in italiano e in inglese dalla voce calda e vellutata, appassionata interprete, vincitrice del premio ARIA e fondatrice del coro femminile “La voce della Luna”. Altri intervenuti invece hanno donato oggetti come Rosa Mazzà che mi mostra le forbici e il libro dei modelli da lei usati quando era sarta. Rosa è nata a Caulonia in Calabria ed è venuta con la mamma e le sorelle in Australia a raggiungere il padre. Era molto giovane sui 20 anni, come mostra la piccola foto nella vetrina e ha continuato a lavorare nell’industria dell’abbigliamento.
“Gli oggetti, le immagini e le storie sono state date con enorme entusiasmo e generosità e ora in questo Museo testimoniano la storia delle vostre famiglie, racchiudendo gli affetti, le tristezze, la speranza, il coraggio e il lavoro di generazioni. La vostra fiducia verso coloro che hanno messo insieme ciò che il Museo presenta è stata accompagnata da una forte responsabilità da parte del team del Museo che si è impegnato nel far sì che il materiale sia esposto il meglio possibile e con il massimo rispetto… Il Museo è fin dagli inizi in costante dialogo con la comunità, è il vostro Museo” ha concluso Paolo Baracchi che insieme alla curatrice del Museo Deborah Retcher e a Jenni Klempfner, Acting Director dello stesso hanno fatto gli onori di casa.
Il Museo Italiano si trova al 199 Faraday St, Carlton ed è aperto al pubblico da martedì a venerdì dalle 10 am alle 5 pm e il sabato dalle 12alle 5 pm.
GABRIELLA G. HUBBARD






